La Bce scende in campo e finanzia le banche del Vecchio continente

Sono 523 le banche che hanno partecipato alla prima asta di rifinanziamento illimitato a tre anni della Bce: l'ammontare richiesto e assegnato è stato di 498,191 miliardi, a un tasso fisso agevolato dell'1 per cento. Dopo una prima fase iniziale di euforia, le Borse europee hanno però ridotto i loro guadagni. Dopo la maxi-richiesta alla Bce, Londra è salita dello 0,43 per cento, Milano dello 0,2 per cento, Francoforte dello 0,6 per cento e Parigi dello 0,67 per cento. Leggi Sul dossier banche la puritana Berlino è molto poco rigorosa - Leggi Il jolly della Bce - Leggi Banche con meno scuse
21 DIC 11
Ultimo aggiornamento: 18:16 | 5 AGO 20
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Sono 523 le banche che hanno partecipato alla prima asta di rifinanziamento illimitato a tre anni della Bce: l'ammontare richiesto e assegnato è stato di 498,191 miliardi, a un tasso fisso agevolato dell'1 per cento. Dopo una prima fase iniziale di euforia, le Borse europee hanno però ridotto i loro guadagni. Dopo la maxi-richiesta alla Bce, Londra è salita dello 0,43 per cento, Milano dello 0,2 per cento, Francoforte dello 0,6 per cento e Parigi dello 0,67 per cento.
In attesa dell'annunciato e vigoroso intervento della Bce, invece, i listini delle principali piazze finanziarie europee avevano aperto tutti in rialzo. Il Ftse di Londra aveva guadagnato lo 0,77 per cento, il Cac40 di Parigi lo 0,98 per cento e il Dax di Francoforte l'1,27 per cento. Anche Milano era salita di oltre un punto percentuale, mentre lo spread tra titoli decennali italiani e omologhi tedeschi era sceso sotto i 450 punti.
Il tentativo dell'Istituto centrale di Francoforte è quello di impedire in ogni modo una ulteriore stretta creditizia che potrebbe aggravare la recessione dell'area euro. "Molti analisti di mercato – scrive stamattina il quotidiano economico finanziario Sole 24 Ore – ritengono che le banche potrebbero richiedere un importo superiore ai 200 miliardi di euro, ma, trattandosi di un'operazione senza precedenti, le stime variano su un arco di cifre piuttosto ampio. Qualcuna parla di oltre 500 miliardi di euro".
Diversi, infine, i punti di vista sull'uso che le banche faranno di questa nuova liquidità a loro disposizione. Stamattina, parlando a Radio24, l'amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, ha assicurato che l'istituto di Piazza Cordusio userà i prestiti della Bce "per il credito alla clientela". Lo stesso presidente della Bce, Mario Draghi, non ha affatto escluso l'ipotesi che gli istituti – "attratti dalla differenza fra il costo del denaro e il rendimento dei Btp (oggi prossimo al 7 per cento", osserva Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera di stamattina – possano rafforzare gli acquisti di titoli del debito sovrano.